

Che cosa significa "fare la carriola"?
Con l'espressione "fare la carriola" si intende il comportamento di cani e gatti che strofinano il posteriore sul terreno o sul pavimento trascinandosi con le zampe anteriori.
Si tratta di un tentativo di alleviare una sensazione sgradevole localizzata nella zona anale o perianale.
Anche se può verificarsi occasionalmente, quando diventa frequente rappresenta un campanello d'allarme che non dovrebbe essere ignorato.
I sacchi paranali: cosa sono e a cosa servono
Una delle cause più frequenti di questo comportamento è legata ai sacchi paranali.
I sacchi paranali sono due piccole strutture situate ai lati dell'ano. Al loro interno viene prodotto un secreto dall'odore molto intenso che contiene importanti informazioni olfattive utilizzate dagli animali per la comunicazione.
Normalmente questi sacchi si svuotano durante la defecazione grazie alla pressione esercitata dalle feci.
Quando però il contenuto non riesce a essere eliminato correttamente, può accumularsi causando infiammazione, dolore, irritazione e talvolta infezioni.
I segnali che possono indicare un problema ai sacchi paranali
Oltre a fare la carriola, il cane o il gatto possono manifestare altri sintomi:
Leccamento insistente della zona anale.
Mordicchiamento della base della coda.
Cattivo odore proveniente dal posteriore.
Disagio durante la defecazione.
Gonfiore nella regione anale.
Nervosismo o irritabilità quando vengono toccati in quella zona.
Presenza di secrezioni anomale.
Nei casi più gravi possono svilupparsi ascessi e infezioni che richiedono un tempestivo intervento veterinario.
Le vere cause del problema: spesso partono dall'intestino
Molte persone pensano che il problema riguardi esclusivamente i sacchi paranali.
In realtà, nella mia esperienza come Tecnico Esperto in Dietetica e Nutrizione Veterinaria, spesso il vero problema si trova più in profondità e coinvolge l'apparato digerente.
I sacchi paranali sono infatti strettamente collegati alla qualità delle feci e alla salute intestinale.
Quando l'intestino non lavora correttamente, aumenta il rischio che i sacchi paranali non si svuotino in modo naturale.
Alimentazione e salute dei sacchi paranali: un legame spesso sottovalutato
L'alimentazione svolge un ruolo fondamentale.
Una dieta poco adatta alle esigenze della specie può favorire:
Feci molli o poco formate.
Episodi ricorrenti di diarrea.
Disturbi digestivi cronici.
Alterazioni del microbiota intestinale.
Infiammazione intestinale.
Intolleranze alimentari.
Quando le feci sono troppo morbide, la pressione necessaria allo svuotamento naturale dei sacchi paranali viene meno e il contenuto tende ad accumularsi.
Per questo motivo molti problemi apparentemente localizzati nella zona anale hanno in realtà origine nell'intestino.
Le intolleranze alimentari possono essere coinvolte?
Assolutamente sì.
Le intolleranze alimentari possono contribuire a creare uno stato infiammatorio cronico che coinvolge l'intero apparato digerente.
Tra i segnali che possono accompagnare un'intolleranza troviamo:
Feci non regolari.
Episodi di diarrea intermittente.
Flatulenza.
Prurito.
Arrossamenti cutanei.
Otiti ricorrenti.
Leccamento eccessivo delle zampe.
In questi casi è fondamentale individuare l'origine del problema e valutare attentamente la dieta.
Anche il sovrappeso può avere un ruolo
Nei cani e nei gatti in sovrappeso aumenta il rischio di alterazioni nella funzionalità dei sacchi paranali.
L'eccesso di peso può infatti influire negativamente sulla normale eliminazione delle secrezioni, rendendo più frequenti infiammazioni e ristagni.
Mantenere il proprio animale nel corretto peso corporeo rappresenta quindi un importante strumento di prevenzione.
Curare il sintomo non basta
Lo svuotamento dei sacchi paranali può essere necessario in determinate situazioni, ma spesso rappresenta soltanto una soluzione temporanea.
Se non si individua e si corregge la causa primaria, il problema tenderà a ripresentarsi.
Per questo motivo è importante adottare una visione più ampia, valutando:
Qualità dell'alimentazione.
Digestione.
Frequenza e consistenza delle feci.
Eventuali sensibilità alimentari.
Stato generale dell'intestino.
L'obiettivo non dovrebbe essere soltanto eliminare il sintomo, ma aiutare l'organismo a ritrovare il proprio equilibrio.
Quando è necessario rivolgersi al veterinario?
È importante contattare il proprio veterinario se:
Il comportamento si ripete frequentemente.
È presente sangue.
Si nota gonfiore.
L'animale manifesta dolore.
Sono presenti secrezioni anomale.
Si osservano ferite o ascessi.
Una diagnosi corretta è fondamentale per escludere altre problematiche che possono causare sintomi simili.
La mia filosofia: partire dall'alimentazione
Nel mio lavoro come Pet Coach e Tecnico Esperto in Dietetica e Nutrizione Veterinaria mi occupo di valutare l'alimentazione e le abitudini nutrizionali di cani e gatti per aiutare i proprietari a comprendere se la dieta possa contribuire alle problematiche che stanno osservando.
Ogni animale è unico e non esiste un'alimentazione adatta a tutti.
Spesso piccoli cambiamenti, effettuati in modo corretto e personalizzato, possono contribuire a migliorare il benessere digestivo e la qualità della vita dei nostri amici a quattro zampe.
Hai notato questo comportamento nel tuo cane o nel tuo gatto?
Se il tuo cane o il tuo gatto fa spesso la carriola, presenta problemi digestivi ricorrenti o sospetti che l'alimentazione possa non essere adeguata alle sue esigenze, posso aiutarti a valutare la situazione attraverso una consulenza personalizzata.
Analizzeremo insieme alimentazione, abitudini, digestione e stile di vita del tuo animale per comprendere se esistono aspetti migliorabili e individuare il percorso più adatto al suo benessere.
Per maggiori informazioni o per prenotare una consulenza, contattami senza impegno.
Perché il benessere del tuo animale inizia ogni giorno dalla sua ciotola.
Francesca Morelli
Alimentazione consapevole per i tuoi animali domestici.
Francesca Morelli
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